I giardini di Villa Melzi

La dimora ed il giardino - oggi monumento nazionale nell'insieme - sono tuttora di proprietà privata ma in gran parte accessibili al pubblico.


Villa Serbelloni

Si estende sul promontorio
di Bellagio dove, secondo la tradizione, Plinio il giovane possedeva la villa
chiamata “Tragedia”; nel medesimo luogo sorse nel Medioevo un
castello, demolito da Galeazzo Visconti nel XIV secolo.
L’edificio originario risale alla fine del Quattrocento, quando l’economia
locale si basava sulla pesca e sulla coltivazione della vite e dell’ulivo.
Edificata per volere del Marchesino Stanga, fu ampliata e rifatta nel secolo
successivo dagli Sfondrati. La villa rimase a loro fino al 1788, venne ereditata
dalla famiglia Serbelloni che, ai tempi loro, era ricchissima e potente.
Furono loro che arricchirono le sale dai soffitti a volta o a cassettoni con
preziose decorazioni e opere d’arte dei secoli XVII e XVIII, arredarono
il vastissimo parco, considerato uno dei più belli d’Italia,
con pregiate piante, rododendri, sequoie, faggi etc…
Durante gli anni del Risorgimento la casa fu abbandonata e verso la fine dell’Ottocento
fu trasformata in albergo.
Dal 1959 la villa appartiene alla Fondazione culturale Rockfeller di New York
che vi organizza convegni e incontri di studio.
Il suo parco: È uno dei più bei parchi del Lario e d’Italia, è ricco di piante secolari, di culture esotiche e rare che, specie in autunno, creano un’incomparabile spettacolo di colori; vi si trovano grotte, sculture, resti di mura medioevali e, sulla sommità del promontorio, i ruderi di una chiesetta romanica inserita in avanzi di fortificazioni dedicata a San Pietro Apostolo.
Villa Trotti

Sorge
accanto alla chiesa di S. Giovanni, fu edificata nel 1615 dalla famiglia Loppio.
Nel Settecento i Bonanomi e il marchese Ludovico Trotti la ristrutturarono
e la ampliarono. L’attuale aspetto fu raggiunto dopo le modifiche dell’Ottocento
apportate dal pronipote del marchese. Trasformò anche il parco creando
un giardino acquatico, oggi non più esistente. Vi soggiornarono, nel
corso degli anni, diversi personaggi, Francesco I nel 1825, la famiglia Crivelli
Serbelloni, i marchesi Malvezzi e nel 1941 il conte Gerli.
Oggi la villa è divisa in appartamenti.
Villa Trivulzio - Fraz.Loppia

Fu costruita a metà del Settecento da Paolo Taverna nella frazione
di Loppia, passò ai Poldi Pezzoli che l’ampliarono realizzando,
agli inizi dell’Ottocento, i due corpi laterali uniti alla parte centrale
da due ali più basse coronate da balaustra.
Queste modifiche, così come quelle del parco, furono progettate da
Giacomo Balzaretto.
In seguito la residenza passò ai Trivulzio e nel 1941 ai Gerli, ai
quali si deve il restauro della chiesetta romanica di Santa Maria inserita
nel parco, a fianco della quale sorgeva un piccolo monastero delle Benedettine,
che fu soppresso nel XVI secolo, quando venne costruito il viale che conduce
a Villa Giulia.
Villa Giulia - Fraz.Pescallo

Si affaccia sul ramo lecchese del lago, grazie alla sua posizione ed ai lavori
di sistemazione dei terreni circostanti effettuati dal Venini si gode la vista
dei due rami del lago.
Costruita, tra il XVIII e il XIX secolo, dal conte Pietro Venini su una precedente
casa di villeggiatura appartenente ai Camozzi, appartenne al re del Belgio
Leopoldo I, dopo la sua morte divenne per breve tempo albergo, poi fu nuovamente
residenza privata.